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venerdì 2 novembre 2018

Mi avete lasciata nel Purgatorio! (-)

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989).


In questa vita di miserie morali per giustificare le proprie debolezze, si dice: Le passioni sono troppo forti e non sempre posso resistere!... Del resto, dopo del peccato ricorro alla Confessione! -

Altri dicono: Io non commetto gravi peccati! Manco sempre in certe sciocchezzuole, che sono inevitabili!... C'è invece chi pecca più di me e con più gravità! - 

Quando muore qualcuno, si vuole esclamare: Che santa persona! Quanto bene ha fatto! Certamente è andata in Paradiso! - 

Sulle tombe le iscrizioni più bugiarde e lusinghiere presentano i trapassati quali modelli di preclare virtù.

Si è soltanto quello che si è davanti a Dio. L'uomo giudica umanamente e spesso cade in errore. I giudizi di Dio invece sono esattissimi ed è necessario meditarne il rigore, per vivere più santamente che sia possibile e per venire in aiuto a coloro che, partiti da questa valle di pianto, scontano nel Purgatorio le miserie commesse sulla terra.


PURGATORIO

Io spasimo!...

Il 3 febbraio 1944, moriva una vecchietta, prossima agli ottant'anni. Era mia madre. Potei contemplare il suo cadavere nella Cappella del Cimitero, prima della sepoltura. Da Sacerdote allora pensai: Tu, o donna, da quanto io posso giudicare, non hai mai violato gravemente un solo comandamento di Dio! - E riandai col pensiero alla sua vita.

In realtà mia madre era di grande esemplarità e devo a lei in gran parte la mia vocazione sacerdotale. Ogni giorno andava a Messa, anche nella vecchiaia, con la corona dei suoi figli. La Comunione era quotidiana. Mai tralasciava il Rosario. Caritatevole, sino a perdere un occhio mentre compiva un atto di squisita carità verso una povera donna. Uniformata ai voleri di Dio, tanto da chiedermi quando mio padre era disteso cadavere in casa: Che cosa posso dire a Gesù in questi momenti per fargli piacere? - Ripeta: Signore, sia fatta la tua volontà!

Sul letto di morte ricevette gli ultimi Sacramenti con viva fede. Poche ore prima di spirare, soffrendo troppo, ripeteva: O Gesù, vorrei pregarti di diminuire le mie sofferenze. Però non voglio oppormi ai tuoi voleri; fa' la tua volontà!... - Così moriva quella donna che mi portò al mondo.

Basandomi sul concetto della Divina Giustizia, poco curandomi degli elogi che potessero fare i conoscenti e gli stessi Sacerdoti, intensificai i suffragi. Gran numero di Sante Messe, abbondante carità ed, ovunque predicavo, esortavo i fedeli ad offrire Comunioni, preghiere ed opere buone in suffragio.

Iddio permise che la mamma apparisse. Ho studiato ed ho fatto approfondire la questione a bravi Teologi e si è concluso: E' stata una vera apparizione! -

Da due anni e mezzo mia madre era morta. Ecco all'improvviso apparire nella stanza, sotto sembianze umane. Era triste assai.

- Mi avete lasciata nel Purgatorio!... 

- Sinora in Purgatorio siete stata? 

- E ci sono ancora!... L'anima mia è circondata di oscurità e non posso vedere la Luce, che è Dio!... Sono alla soglia del Paradiso, vicino al gaudio eterno, e spasimo del desiderio di entrarvi; ma non posso! Quante volte ho detto: Se i miei figli conoscessero il mio terribile tormento, ah!, come verrebbero in mio aiuto!...

- E perchè non veniste prima ad avvisare?

- Non era in mio potere.

- Ancora non avete visto il Signore? 

- Appena spirata, ho visto Dio, ma non in tutta la sua luce.

- Cosa possiamo fare per liberarvi subito?

- Ho bisogno di una sola Messa. Iddio mi ha permesso di venirla a chiedere. 

- Appena entrate in Paradiso, ritornate a darne notizia!

- Se il Signore lo permetterà!... Che Luce... che splendore!... - Così dicendo si dileguò la visione.

Si celebrarono due Messe e dopo un giorno riapparve, dicendo: Sono entrata in Paradiso! -

Dopo quanto ho esposto, dico a me stesso: Una vita esemplarmente cristiana, una grande quantità di suffragi... e due anni e mezzo di Purgatorio!... Altro che i giudizi degli uomini!



[Brano tratto da "I nostri morti - La casa di tutti", di Don Giuseppe Tomaselli, imprimatur: Catanae die 3 novembris 1953, Can. Nicolaus Ciancio, Vic. Gen.].