Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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mercoledì 23 agosto 2017

Anche i ricchi possono salvarsi l'anima

Mi ha scritto un gentile lettore del blog per precisare che anche i ricchi possono evitare l'inferno se non attaccano il proprio cuore alle ricchezze.


Carissimo, 
                 ho scoperto da qualche tempo il suo bellissimo blog e la ringrazio perché vi ho trovato molti spunti di riflessione e tanto buon senso: un buon senso, sia nelle cose alte dello spirito che nelle cose ordinarie della vita quotidiana, che mi sembra inscindibilmente connesso al modo tradizionale di vivere e professare la Fede, e che pare invece latitante nelle visioni moderne e progressiste della religione, della società e dell’uomo. 

Oggi però ho letto una sua risposta alla lettera di un lettore sullo spirito sociale, nella quale afferma che secondo il Vangelo è molto difficile che un ricco si converta e che i ricchi possano salvarsi, e questo un po’ mi è dispiaciuto. Non vorrei affrontare il tema sul piano teologico, anche perché rischierei di dire sciocchezze, però vorrei osservare che la ricchezza in se stessa non dovrebbe essere un peccato, così come non dovrebbe essere un merito in se stessa la povertà materiale. 

Credo invece che il Signore giudichi il cuore e le azioni del ricco, cioè il modo con cui ha saputo impiegare i talenti che gli sono stati gratuitamente concessi, più che il suo stato materiale: personalmente mi consta, anche per esperienza diretta, che esistano e siano sempre esistite persone o famiglie abbienti capaci di usare dei propri mezzi per dar gloria in vari modi a Dio: con opere di misericordia, con l’istituzione di fondazioni benefiche, ad esempio, o supportando iniziative di sacerdoti e religiosi, e in molte altre ben note maniere. 

[…] Può essere che il benessere materiale ottunda la coscienza e renda più difficile salvarsi ad un benestante che a un indigente (ma non mi sentirei di affermarlo categoricamente), tuttavia esistono parecchi esempi, come il caso dell’editore Leonardo Mondadori, raccontato da Vittorio Messori in un famoso libro-intervista, o quello della principessa Alessandra Borghese, che mi sembrano mostrare come il Signore, nella sua misericordia infinita, non usi il redditometro per concedere la grazia della conversione. 

Forse la povertà di spirito andrebbe intesa come distacco del cuore dai beni materiali, cioè dal (cercare, con la Grazia di Dio, di) concepirli come un mezzo (per fare il bene) e non come un fine (da amare in sé e per sé) […]. 

Spero possa accogliere con simpatia questa superficiale riflessione, e le auguro ogni successo per il suo blog di cui continuerò ad essere affezionato lettore e propagandista .

Un caro saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)


Carissimo in Cristo,
                                     dammi pure del tu, lo preferisco.

Sono contento che sul mio blog hai trovato spesso degli utili spunti di riflessione. Per quanto riguarda i ricchi, mi dispiace di aver dato quasi l'impressione che per loro non ci sia possibilità di salvezza, non è mia intenzione far disperare la gente, anzi cerco sempre di esortare a confidare nella Divina Misericordia.

Le cose che ho scritto sulla ricchezza non sono delle mie semplici opinioni personali, ma sono concetti che ho appreso da gravi e dotti autori come Sant'Alfonso Maria de Liguori (penso ad esempio al capitolo sulla povertà del celebre libro “La vera sposa di Gesù Cristo”). Come tu stesso hai notato, la ricchezza in se stessa non è un peccato, come la povertà non è in se stessa un merito. Tuttavia le ricchezze rappresentano un pericolo per l'anima. Del resto non è necessario citare Sant'Alfonso, visto che è stato Gesù Cristo a dire che difficilmente i ricchi entreranno nel Regno dei Cieli, e che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, anziché un ricco si salvi (cfr. Matteo 19, 23 – 24).

Coloro che possiedono delle ricchezze materiali non devono scoraggiarsi e pensare che per loro non c'è possibilità di salvezza. Le porte della Divina Misericordia sono spalancate per tutti, anche per i ricchi. San Francesco di Sales nel suo aureo libro “Filotea” (cfr. parte terza, capitoli XIV e XV ) spiega come ci si deve comportare con i beni materiali: bisogna considerarli come avuti in prestito da Dio, senza attaccarvi il proprio cuore. Un ricco, se è vero seguace di Cristo, non si rifiuta di aiutare i bisognosi, cerca di avere uno stile di vita sobrio, evita gli sperperi e le spese eccessive (pensiamo ad esempio ai sandali griffati da 1.000 euro e alle automobili lussuose da 90.000 euro), dà un giusto salario ai dipendenti, ecc.

A volte penso al grande bene che potrebbero fare i ricchi che imperano a Wall Street e sugli altri mercati finanziari, se usassero i loro beni materiali per la maggior gloria di Dio. Ad esempio potrebbero aprire scuole cattoliche gratuite per i poveri, produrre film edificanti, stampare e diffondere a prezzi popolari i classici del cattolicesimo ("Storia di un'anima", “Filotea”, “Imitazione di Cristo”, “Le Glorie di Maria”, ecc.), finanziare la costruzione di nuovi seminari tradizionali, lanciare campagne pubblicitarie per far conoscere ai giovani la bellezza della vita religiosa, costruire delle “cittadelle della Tradizione” in stile “reducciones” gesuitiche, finanziare il lavoro apostolico dei missionari, dar vita a nuove associazioni cattoliche in campo sportivo, culturale, scoutistico, ecc. che contribuiscano a risanare la mentalità pagana della società, ecc. Quante cose buone si potrebbero fare utilizzando saggiamente le ricchezze materiali!

Bisognerebbe lanciare una crociata di preghiere per la conversione dei ricchi, perché con la conversione di uno di loro si salverebbero tante altre anime.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Chi confida nella Madonna non sarà mai deluso.


(Don Bosco)

martedì 22 agosto 2017

Elogio di un lettore sloveno

Dal 2011 sono in contatto con un giovane lettore sloveno che ama la Messa tridentina. Si è sposato sei anni fa e oggi mi ha comunicato che recentemente gli è nata la quarta bambina (tutte femmine!). 

Voglio esprimere pubblicamente la mia stima a lui e a sua moglie per essersi aperti alla vita con grande generosità. Lo scopo primario del matrimonio consiste appunto nel procreare la prole ed educarla cristianamente, nella speranza che un giorno i figli possano diventare cittadini del Cielo.

Mentre i modernisti, essendo favorevoli agli anticoncezionali, si sono autoisteriliti, e ormai volgono inesorabilmente al tramonto, invece le coppie tradizionali, fertili e prolifiche, continuano a procreare tanti bimbi. La battaglia contro l'armata modernista si combatte anche sul fronte demografico.

Auguro al lettore sloveno e alla sua consorte di avere tanti altri figli... magari anche qualche maschietto! :-)

Continua la battaglia spirituale del blog

Pubblico un breve messaggio che molto tempo fa mi ha scritto un caritatevole lettore che vive in una regione del nord-est.


Caro D.,  sono sempre felice di poter sostenere il blog. Il tuo è un vero e proprio lavoro di apostolato che può aiutare molte anime in questo periodo di confusione. Ritengo perciò giusto e doveroso contribuire come posso a portarlo avanti.

Se non sbaglio viene celebrata regolarmente una Santa Messa in rito romano antico per tutti i sostenitori del blog: poiché le grazie che ci può ottenere il Santo Sacrificio sono innumerevoli, sono io che ti devo ringraziare e che, in definitiva, ci "guadagno" di più. :-)

Ti auguro di trascorrere un'estate serena e ricca di grazie materiali e spirituali.

In Corde Matris,

(lettera firmata)


Caro fratello in Cristo, 
                                       sono contento che apprezzi la mia “linea editoriale”, la quale consiste nel promuovere la Tradizione Cattolica cercando di infondere speranza e coraggio nei lettori. So bene che la crisi ecclesiale causata dal modernismo è tutt’altro che terminata, tuttavia, c'è modo e modo di denunciare i misfatti dei novatori. Quando si parla di cose spiacevoli bisogna farlo in maniera da non demoralizzare i lettori (disfattismo), altrimenti si rischia di arrendersi o persino di cadere in depressione.  :-)

Anche Sant'Alfonso Maria de Liguori nei suoi scritti si lamentava della situazione ecclesiale del suo tempo (vescovi poco zelanti, sacerdoti e religiosi rilassati, fedeli laici che vivevano come pagani, ecc.), tuttavia riusciva ad infondere coraggio ai suoi lettori, perché la sua speranza era fondata in Dio. Oggi la situazione è semplicemente drammatica a causa della confusione seminata da coloro che hanno lo spirito modernistico, ma non dobbiamo disperarci: noi abbiamo la buona dottrina del Magistero perenne della Chiesa, pertanto possiamo confidare di salvarci l'anima se le resteremo fedeli sino alla morte. Certamente Gesù non ci abbandonerà mai, ci darà sempre i mezzi necessari per salvarci. Ci ha riscattato a caro prezzo sulla croce del Golgota, troppo grande è il suo amore per noi, non può abbandonarci nella tempesta modernista.

Lo scopo dei miei blog è di farvi elevare l'animo alle cose celesti, di incoraggiarvi nel combattimento spirituale, di animarvi a continuare la buona battaglia contro la peste modernista. Voglio che dopo aver letto i miei post vi sentiate rincuorati, consolati e confortati, non demoralizzati e scoraggiati. Sì, scrivere post e rispondere alle e-mail mi costa tempo e fatica, ma voglio continuare a farlo per il bene spirituale dei numerosi lettori che apprezzano ciò che faccio. La gestione dei blog è divenuto un impegno quasi a tempo pieno, è merito dei lettori-sostenitori se posso permettermi di continuare questa battaglia. Senza le loro donazioni penso che avrei dovuto smettere già da diverso tempo.

Ovviamente non critico coloro che, pur avendo un reddito che consente loro di vivere dignitosamente, hanno preferito non inviarmi nessuna donazione. Infatti penso che queste persone finanzino già altre “opere pie”, ed è normale che non possano finanziarle tutte. I tradizionali manuali di Teologia Morale insegnano che si è tenuti in coscienza a distribuire in opere caritative una parte (è sufficiente il 2%) del superfluo al mantenimento del proprio stato. Non si è tenuti ad aiutare tutti, ma si può scegliere liberamente chi aiutare (mi riferisco a coloro che si trovano in stato di necessità leggera o comune, cioè non in stato di necessità grave o addirittura estrema, poiché in questi ultimi casi il discorso è più complesso). 


Le somme che si è obbligati in coscienza ad elargire per scopi caritativi possono essere destinate sia alle necessità materiali della vita del prossimo sia alle sue necessità spirituali, ad esempio diffondendo scritti spirituali che edificano le anime (cfr. “Sommario di Teologia Morale” dei moralisti salesiani Don Luigi Piscetta e Don Andrea Gennaro, casa editrice SEI, 1952). Pertanto coloro che inviano libere donazioni per sostenere il lavoro necessario per condurre i miei blog religiosi, possono tranquillamente conteggiare queste somme di danaro tra quelle che sono tenuti ad elargire in opere caritative (cioè il 2% di ciò che annualmente avanza al mantenimento del decoro proprio stato e di quello dei propri congiunti, ossia della condizione sociale acquisita con giusti mezzi). 

Rinnovandoti la mia gratitudine per la tua generosità nei miei confronti, ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria. Dio ti ricompensi!

Cordialiter  

Pensiero del giorno

Omnis homo naturaliter scire desiderat. Sed scientia sine timore Dei quid importat?

(De imitatione Christi).

lunedì 21 agosto 2017

San Pio X denuncia i preti modernisti

[Brano tratto dall'Enciclica "Pascendi Dominici gregis" di San Pio X].

Venerabili Fratelli [...] per opera del nemico dell'uman genere, mai non mancarono "uomini di perverso parlare (Act. X, 30), cianciatori di vanità e seduttori (Tit. I, 10), erranti e consiglieri agli altri di errore (II Tim. III, 13)". Pur nondimeno gli è da confessare che in questi ultimi tempi, è cresciuto oltre misura il numero dei nemici della croce di Cristo; che, con arti affatto nuove e piene di astuzia, si affaticano di render vana la virtù avvivatrice della Chiesa e scrollare dai fondamenti, se venga lor fatto, lo stesso regno di Gesù Cristo. [...] i fautori dell'errore già non sono ormai da ricercarsi fra i nemici dichiarati; ma, ciò che dà somma pena e timore, si celano nel seno stesso della Chiesa, tanto più perniciosi quanto meno sono in vista. Alludiamo, o Venerabili Fratelli, a molti del laicato cattolico e, ciò ch'è più deplorevole, a non pochi dello stesso ceto sacerdotale, i quali, sotto finta di amore per la Chiesa, scevri d'ogni solido presidio di filosofico e teologico sapere, tutti anzi penetrati delle velenose dottrine dei nemici della Chiesa, si dànno, senza ritegno di sorta, per riformatori della Chiesa medesima; e, fatta audacemente schiera, si gittano su quanto vi ha di più santo nell'opera di Cristo, non risparmiando la persona stessa del Redentore divino, che, con ardimento sacrilego, rimpiccioliscono fino alla condizione di un puro e semplice uomo.

Pensiero del giorno

Quante stoltezze! Mentre le anime si perdono.


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

domenica 20 agosto 2017

I due gran mezzi per farsi santo: desiderio e risoluzione

Brani tratti da "Riflessioni divote", di Sant'Alfonso Maria de Liguori.



Tutta la santità consiste nell'amar Dio: l'amor divino è quel tesoro infinito in cui acquisteremo l'amicizia di Dio (...). Iddio è pronto a donarci questo tesoro del suo santo amore, ma vuole che noi molto lo desideriamo. Chi poco desidera qualche bene poco si affatica a ritrovarlo. (...) E così chi poco ambisce di avanzarsi nell'amor divino invece d'infervorarsi alla perfezione andrà sempre più raffreddandosi, e seguendo a raffreddarsi starà in gran pericolo di cader finalmente in qualche precipizio. All'incontro chi aspira con grande brama alla perfezione, e si sforza ogni giorno di avanzar cammino, a poco a poco col tempo vi giungerà. Dicea s. Teresa: Dio non fa molti favori, se non a chi molto desidera il suo amore. Ed in altro luogo: Dio non lascia senza paga qualunque buon desiderio. Onde la santa esortava tutti a non avvilire i nostri desideri, perché, confidando in Dio (dicea), e sforzandoci a poco a poco potremo giungere ove giunsero i santi.

È un inganno del demonio (secondo il sentimento di detta santa) il pensare che sia superbia il desiderare di farci santi. Sarebbe superbia e presunzione se confidassimo nelle nostre opere o nei nostri propositi; ma non, se tutto speriamo da Dio. Sperandolo da Dio, egli ci darà quella forza che noi non abbiamo. Desideriamo dunque con gran desiderio di arrivare ad un sublime grado d'amor divino e diciamo con coraggio: Omnia possum in eo qui me confortat. E se non lo troviamo in noi questo gran desiderio, almeno cerchiamolo instantemente a Gesù Cristo ch'egli ce lo darà.

Passiam ora al secondo mezzo della risoluzione. I buoni desideri debbono essere accompagnati dall'animo risoluto di sforzarci d'acquistare il bene desiderato. Molti desiderano la perfezione, ma ne prendono mai i mezzi: bramano d'andare in un deserto, di fare gran penitenze, grande orazione, di sopportare il martirio; ma tali desideri tutti poi si riducono a mere velleità, le quali invece di giovare loro fanno più danno. Questi son quei desideri che uccidono il pigro (...). Mentre pascendosi di quei desideri inefficaci non attende a togliersi i difetti, a mortificare i suoi appetiti, a soffrir con pazienza i disprezzi e le cose contrarie. Desidera di fare gran cose, ma incompatibili col suo stato presente e frattanto cresce nelle imperfezioni: in ogni avversità si disturba, ogni infermità lo rende impaziente e così vive sempre imperfetto, ed imperfetto se ne muore.

Se dunque veramente vogliamo farci santi risolviamoci per 1. a fuggire ogni colpa veniale per minima che sia. Per 2. stacchiamoci da ogni affetto a cose di terra. Per 3. non lasciamo mai i soliti esercizi di orazione e di mortificazione per quanto sia il tedio e la svogliatezza che vi troviamo. Per 4. meditiamo ogni giorno la passione di Gesù Cristo che infiamma d'amor divino ogni cuore che la medita. Per 5. rassegniamoci con pace alla volontà di Dio in tutte le cose contrarie. (...) Per 6. domandiamo continuamente a Dio il dono del suo s. amore.

Risoluzione, risoluzione, diceva s. Teresa: Di anime irresolute non ha paura il demonio. All'incontro chi si risolve da vero di darsi a Dio ben supererà quel che gli pareva insuperabile. Volontà risoluta vince tutto. Procuriamo di rimediare al tempo perduto; il tempo che ci resta diamolo tutto a Dio. Tutto il tempo che non si spende per Dio è tutto perduto. E che aspettiamo? che Dio ci abbandoni nella nostra tepidezza, la quale poi ci conduca all'ultima rovina? No, facciamoci animo e viviamo da ogg'innanzi con questa santa massima: Si dia gusto a Dio e si muoia. Queste anime così risolute il Signore le fa volare nella via della perfezione.

(...)

Povero me, o Dio dell'anima mia! da tanti anni sto sulla terra e quale avanzo ho fatto nel vostro amore? l'avanzo mio è stato nei difetti, nell'amor proprio e nei peccati! E avrò io da fare questa vita sino alla morte? No, Gesù mio Salvatore, aiutatemi, non voglio morire così ingrato come vi sono stato sinora. Io voglio amarvi davvero e voglio lasciar tutto per dar gusto a voi. Datemi voi la mano, Gesù mio, che avete sparso tutto il vostro sangue per vedermi tutto vostro. Sì, tale voglio essere colla grazia vostra. M'accosto alla morte, aiutatemi a sciogliermi da ogni cosa che m'impedisce d'esser tutto di voi che m'avete tanto amato. Fatelo per li meriti vostri, da voi lo spero. E lo spero anche da voi, o madre mia Maria; colle vostre preghiere che tutto possono appresso Dio, ottenetemi la grazia d'esser tutto suo. 





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Pensiero del giorno

Oltre che nel Divino Cuore, la nostra fiducia è riposta nel Cuore Immacolato della Vergine Madre di Gesù Cristo, che noi chiameremo nostra Madre, tutta buona e tutta clemente.

(San Luigi Guanella)

sabato 19 agosto 2017

Avviso dal Triveneto


La Compagnia di Sant’Antonio, un gruppo di fedeli veneti e friulani, con la collaborazione della Società Internazionale Tommaso d’Aquino sez. FVG e del Circolo Culturale Cornelio Fabro, e con l’aiuto di alcuni sacerdoti, ha organizzato un pellegrinaggio dedicato alla Madonna nell’ambito delle celebrazioni in occasione del centenario delle apparizioni di Fatima.

Il pellegrinaggio intende onorare la Beatissima Vergine Maria e supplicarLa particolarmente affinché la Fede autentica sia conservata, rinvigorita e diffusa nelle terre venete e friulane, di antichissima tradizione cattolica. Dove la fede ha animato la cultura, il costume e le istituzioni della civiltà cristiana. Retaggio prezioso per la stessa sostanza dell’ordine civile, dei legami sociali e della stessa libertà comune. Senza cui questi neppure sarebbero sottratti alla disgregazione proveniente dalla secolarizzazione e dalle diverse forme del laicismo contemporaneo. 

Questo cammino di devozione mariana si terrà il 23 settembre prossimo, festa di San Pio da Pietrelcina, partendo da Cervignano del Friuli fino alla basilica di Santa Maria Assunta in Aquileia.

Aquileia è un luogo simbolo della fede friulana e veneta. Qui trova origine la sua tradizione marciana. Da qui si vuole far partire un pellegrinaggio spirituale, che, anche attraverso altre iniziative future, religiose e culturali, possa permettere di rinnovare la nostra fede, rafforzarla, testimoniarla e irradiarla.  

Il pellegrinaggio è aperto a tutti. Si auspica la partecipazione di fedeli accompagnati dai loro sacerdoti. Sono ben accolti i simboli della fede cristiana. In quest'ora quando sono minacciati gli stessi principi fondamentali dell’ordine morale e civile, nonché la stessa possibilità di espressione pubblica della fede, il pellegrinaggio intende, altresì, indicare i segni che ne testimoniano la realtà viva e vitale. 

Si partirà dalla stazione ferroviaria di Cervignano del Friuli alle ore 08:30. Chi non riuscirà ad arrivare a Cervignano per tale orario potrà ricongiungersi al gruppo in località Terzo d’Aquileia, alle ore 09:30 (l’autolinea SAF parte dalla stazione di Cervignano e in pochi minuti arriva a Terzo d’Aquileia).

L’arrivo alla basilica di Aquileia è previsto per le ore 10:30. 
Seguiranno la venerazione delle reliquie dei Santi Martiri aquileiesi nella cripta della basilica e la Santa Messa in rito romano antico. Saranno anche disponibili dei sacerdoti per le confessioni.

Sarà possibile pranzare insieme presso l’hotel “i Patriarchi”, vicino alla basilica, previa prenotazione (compagniasantantonio@libero.it - oppure 3473961396 Antonio. Menù friulano al costo di €16.). C’è anche la possibilità di consumare un pranzo al sacco in luogo coperto.

Nel pomeriggio si terranno due conferenze di formazione cattolica presso la sede parrocchiale (sala Romana). 




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Il movimento tradizionale avanza su tutti i fronti

È da almeno cinquant'anni che l'armata modernista tenta inutilmente di insaccare e annientare il popolo rimasto fedele alla Tradizione Cattolica, infatti il “battaglione tridentino” è sempre riuscito a sfondare l'accerchiamento e a proseguire il combattimento spirituale, giungendo addirittura a sferrare una vasta offensiva apostolica. Nonostante innumerevoli avversità, prosegue inarrestabile l'avanzata del movimento tradizionale. È davvero entusiasmante constatare l'ardore di tanti militanti che con spirito di sacrificio e indomita volontà continuano, da valorosi soldati di Gesù Cristo, a combattere la buona battaglia della fede. Ormai è “guerra totale”, la battaglia apostolica è combattuta su tutti i fronti: liturgia, dogmatica, morale, musica sacra, catechismo ai bambini, scoutismo, scuole cristiane casalinghe (homeschooling), vacanze estive per famiglie, vocazioni religiose e sacerdotali, pellegrinaggi, editoria, internet, arte sacra, associazionismo, conferenze, opere di beneficenza, esercizi spirituali, ecc. È un brulicare di iniziative!

Non si tratta di una “guerra lampo”, la lotta potrebbe durare ancora a lungo, ma ormai è chiaro chi ha in pugno la vittoria. Sono sempre più numerosi i giovani che si avvicinano alla religione Cattolica attratti dal fascino della Tradizione, e decidono di arruolarsi nel “battaglione tridentino”. Mentre il popolo della Tradizione è giovane e nel pieno vigore delle forze, invece l'armata modernista è costituita da miliziani con un'età media di 70 anni. Senza rincalzi non potranno più riuscire a contenere l'impeto dell'avanzata del “Fronte della Tradizione” e saranno costretti a capitolare. Del resto è la storia che insegna che i popoli vecchi e isteriliti sono destinati a volgere al tramonto, soppiantati dai popoli giovani e fecondi.

L'incrollabile certezza della vittoria finale è assoluta: la tirannide modernista verrà sconfitta, come già accaduto in 2000 anni a tutti i nemici della Chiesa. Dove sono Erode, Nerone, Diocleziano, Danton, Robespierre, Napoleone, Calles, Durruti, Stalin, Ceaușescu, Hitler, Hoxa, e tutti gli altri nemici del Corpo Mistico di Cristo? Non ci sono più, mentre la Chiesa Cattolica è ancora viva. La Chiesa è immortale! Prima o poi pure la barbarie della “sintesi di tutte le eresie” verrà spazzata via; statene certi!

Alcuni diranno: “Ma come fai ad essere così certo della vittoria finale, visto che il movimento modernista dispone di ingenti mezzi materiali, mentre noi siamo quasi a mani nude?” Rispondo con le parole dell'eroico e intrepido Condottiero delle fulgide vittorie militari dei Maccabei: “quoniam non in multitudine exercitus victoria belli, sed de cælo fortitudo est” (1 Machabæorum 3,19). È proprio così, la nostra vittoria non dipenderà dal numero dei combattenti o dai mezzi materiali a disposizione, la nostra forza viene dal Cielo!  Sursum corda!

Pensiero del giorno

In ossequio alla Vergine si raccomanda qualche mortificazione almeno in ogni sabato.


(San Luigi Guanella)

venerdì 18 agosto 2017

O un matrimonio veramente cristiano, o niente

Alcune settimane fa, una giovane professoressa, mentre navigava sul web, è “incappata” in un mio scritto riguardante il matrimonio cristiano. È rimasta felicemente meravigliata nel leggere che aderisco alla Dottrina Cattolica tutta intera circa la vita coniugale e il comportamento da tenere durante il fidanzamento, e così ha deciso di contattarmi subito, con l’obiettivo di poter conoscermi meglio ed eventualmente allacciare una relazione sentimentale. Anche a voce le ho parlato a lungo di quel che la Chiesa o altri dotti autori cattolici insegnano sul tema del matrimonio cristiano, facendo crescere in lei l’entusiasmo. Mai nessun ragazzo le aveva fatto simili discorsi. Sentiva tanta gioia dentro di sé, il suo cuore sembrava di essere già in… luna di miele. Nel giro di pochi giorni si era già molto affezionata a me, anche perché la trattavo con grande rispetto, gentilezza e dolcezza (non era abituata ad essere trattata così bene). Tuttavia, per esperienza personale, sapendo che non proveniva da ambienti tradizionali, ho voluto affrontare certi argomenti (ad esempio il tema dell’educazione cristiana della prole secondo gli insegnamenti dell’enciclica “Divini Illius Magistri”) che con altre donne hanno messo in rilievo delle divergenze. 

Ormai i miei blog hanno sfondato da tempo la quota di 2 milioni di visite, ma ovviamente non si tratta solo di persone che hanno una mentalità tradizionale. Ogni mese, dopo essere “incappate” in qualche mio scritto sul tema del matrimonio vissuto rispettando la Legge Eterna di Dio, mi scrivono delle donne che sono alla “disperata ricerca” di un marito cristiano. Generalmente si tratta di insegnanti (specialmente di Religione) e di infermiere, ma quasi tutte non bazzicano ambienti tradizionali, pertanto ho notato che per loro l’impatto con un tradizionalista è troppo forte, sono abituate ad avere a che fare con altri tipi di uomini (quelli che hanno una mentalità mondana). Da un lato apprezzano tanto il modo rispettoso e gentile con cui le tratto, dall’altro ritengono un po’ esagerate alcune mie idee, ad esempio un’insegnante che lavora in Lombardia, dopo avermi contattato, si è tirata indietro dicendomi che le ricordo un suo ex fidanzato, il quale considerava pericolosi da un punto di vista morale certi svaghi che vanno di moda tra i mondani, mentre un’infermiera del sud Italia mi ha detto che sono troppo “inquadrato” (ha utilizzato esplicitamente questo vocabolo). :-) 

Purtroppo, mi rendo conto che è difficile far capire alle persone che non provengono da ambienti tradizionali, che quelle cose che loro ritengono delle “esagerazioni”, non sono frutto di mie elucubrazioni mentali, ma sono cose che ho letto su libri di Teologia Morale scritti da dotti autori (Sant’Alfonso, Frassinetti, Jone, Piscetta, Tillmann, ed altri) o addirittura fanno parte del Magistero della Chiesa (come la già citata enciclica “Divini Illius Magistri” di Pio XI, oppure l’allocuzione “Una gioia” con cui Pio XII incoraggiò le ragazze di Azione Cattolica ad utilizzare abiti degni di essere indossati da donne cristiane). Invece le donne che hanno una mentalità davvero tradizionale accolgono con maggiore docilità certi discorsi su temi morali, come ad esempio il dovere di utilizzare, anche nei caldi mesi estivi, abiti che tutelano il pudore. 

Non mi rattrista l’eventualità di rimanere celibe, non sono un tipo disposto a sposarsi ad ogni costo. Potrei sposarmi solo con qualche donna che ha intenzione di vivere la vita coniugale nella fedeltà alla Tradizione Cattolica. 

Pensiero del giorno

Labora sicut bonus miles Christi Iesu.

(Dalla Seconda Lettera di San Paolo a Timoteo)

giovedì 17 agosto 2017

Assistenza divina

(Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli)


Costruire un Tempio, grande e sfarzoso, richiederebbe oggi centinaia e centinaia di milioni; quantunque al tempo del Santo la moneta avesse altro valore, facendo le proporzioni, si avrebbe lo stesso risultato. Don Bosco iniziò la costruzione del magnifico Santuario dell'Ausiliatrice in Torino senza denaro; e non solo la Chiesa, ma anche i locali annessi, cioè un grandioso Ospizio. La gente si domandava, a vedere tanti operai a lavoro e la fabbrica a venire su così presto: Ma questo Prete dove prende i denari per pagare la mano d'opera e il materiale?...  Don Bosco aveva fatto il disegno del Santuario, come gli era stato mostrato nelle visioni, l'aveva fatto approvare, aveva posta la prima pietra il 27 Aprile 1865 e diede l'incarico della costruzione all'impresario Carlo Buzzetti. A costui disse:
- Ti voglio dare subito un acconto per i grandi lavori. Non so se sarà molto, ma sarà tutto quello che ho.  
Messo fuori il borsellino, lo capovolse nelle mani di Buzzetti e vennero fuori otto soldi. 
- Con questo lei vuole innalzare un grande Tempio?  
- Stai tranquillo, che la Madonna penserà a provvedere il denaro!  
Un altro, che faceva da economo, disse: Don Bosco, ma come faremo ad andare avanti? Come si può affrontare un'opera simile senza denaro?  
- Non preoccuparti! Comincia gli scavi. Quando mai noi abbiamo cominciato un'opera con i denari pronti? Bisogna lasciar fare qualche cosa alla Divina Provvidenza!  

Da quel momento furono tante le grazie concesse dalla Madonna a coloro che concorrevano alla costruzione della nuova Chiesa, che Don Bosco potè dire: La Vergine Santissima si è edificata da se stessa la sua casa; ogni mattone del Tempio ricorda una grazia da lei concessa.  Per aver un'idea di ciò che avveniva attorno a Don Bosco quando lavorava per la gloria di Dio, basta citare un semplice episodio, uno tra i moltissimi. Si erano cominciati gli scavi e si avvicinava il giorno del pagamento della prima quindicina di lavoro. Il Santo fu chiamato al letto di una signora, la quale da tre mesi era gravemente inferma. Le consigliò di pregare la Madonna e di fare una novena, con la promessa, se era possibile, di dare qualche offerta per il Tempio in costruzione. L'inferma presto guarì e diede a Don Bosco la somma per il pagamento della quindicina dei lavori, dicendo: Questa è la prima offerta e non sarà certamente l'ultima. 


[...]

La fiducia di Don Bosco nella Divina Provvidenza non aveva limiti, per questo era sicuro in ogni impresa. Si trovava a San Benigno Canavese. Don Rua e Don Lazzero erano preoccupati, dovendosi pagare d'urgenza ventimila lire. Questa somma oggi equivarrebbe almeno a due milioni. Mentre si studiava il modo di procurare il denaro, Don Bosco estrasse da tasca una busta sigillata, che gli era stata consegnata e non aveva ancora aperta. Era un signore che scriveva, dicendo che aveva già pronte ventimila lire da mandare per qualche opera di beneficenza. Don Bosco esclamò: Queste sono cose di ogni momento; eppure i posteri non le vorranno credere e le porranno tra le favole!  

Un altro esempio del genere. 

Si erano spese trentamila lire per mettere in efficienza un'abitazione a Mathi Torinese. Don Bosco era a pranzo dal Conte Colle a Tolone e ruminava nella sua mente la maniera di raccogliere quella somma per darla all'impresario; non manifestò il suo pensiero. Finito il pranzo, il Conte, che nulla sapeva dell'affare di Don Bosco, gli consegnò un plico, dicendo: Serva per le sue opere. Il plico conteneva trentamila lire. Il Santo, sorridendo, si rivolse al Conte: Durante il pranzo pensavo al debito di trentamila lire; lei è stato scelto da Dio a strumento della sua Provvidenza.  Il Conte a queste parole pianse di consolazione. Quando, in estremo bisogno, non si muovevano gli uomini ad aiutare Don Bosco, interveniva direttamente Dio, dando al suo Servo il potere di operare miracoli. Ed il nostro Santo potè moltiplicare le pagnottelle per la colazione dei suoi ricoverati, le castagne e le nocciole in occasione di passeggiate e le Sacre Particole durante la Messa. 

[...]

Come si spiega l'abbondanza di Provvidenza in Don Bosco? Con le parole di Gesù: « Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutto il resto vi sarà dato in più... ». Egli cercava la gloria di Dio e la salvezza delle anime; non ambiva il denaro per sè o per cupidigia, ma per il bene del prossimo. Secondo le parole del Vangelo, quando una persona osserva bene la legge di Dio ed ha cura dell'anima propria, può essere sicura di essere assistita dalla Divina Provvidenza; non nuoterà nella ricchezza, perchè d'ordinario questa è pericolosa, ma non sarà privata del necessario. 

Don Bosco è considerato come il Santo della Provvidenza e molti si rivolgono a lui nelle necessità della vita. 


(Brano tratto da “Un prete straordinario”, di Don Giuseppe Tomaselli)

Pensiero del giorno

Non ero mai stato in un ambiente di tribunale. Nella sala delle udienze vidi scritte queste parole: «La legge è uguale per tutti». Malinconicamente pensai che bisognava aggiungervi: «Per tutti... quelli che non hanno danaro e non sanno imbrogliare!». Oh, la giustizia umana quale giudizio poteva formulare veramente esatto? Ringraziai Gesù di avere istituito il tribunale della Penitenza, che è il più grande capolavoro della sapienza di Dio.


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

mercoledì 16 agosto 2017

Chi usa abiti osceni commette peccato di scandalo

La Madonna a Fatima aveva preannunciato che sarebbero giunte mode che avrebbero molto offeso Gesù Cristo. Ciò si è effettivamente avverato. Oggi, molte donne (non solo loro) vanno in giro svestite in maniera indecente. Purtroppo, anche molte cattoliche praticanti si sono lasciate influenzare dalle mode immorali. Addirittura alcune fedeli si permettono di utilizzare abiti scandalosi persino in chiesa. Non si chiede che le donne vadano vestite con abiti medievali o con il burqa afghano. E' lecito ed opportuno utilizzare indumenti moderni, purché non siano "provocanti". Molte persone si domandano che cosa ci sia di male nel vestirsi in modo spudorato. La risposta è semplice: si commette scandalo (cioè si induce il prossimo a commettere peccato). Tutto ciò che è peccato fare materialmente (uccidere, rubare, fornicare, commettere adulterio, ecc.) è peccato anche desiderare. Le mode spudorate inducono il prossimo (come minimo) a dilettarsi deliberatamente in pensieri turpi. Il grande Pontefice Pio XII (di gloriosa ed immortale memoria) nell'allocuzione "Una gioia" benedisse ed incoraggiò le giovani di Azione Cattolica a combattere la crociata della purezza contro le mode indecenti. Ovviamente le "armi" da utilizzare in questo tipo di battaglie sono il buon esempio, i buoni consigli, la preghiera, e cose di questo genere. Diceva il Santo Giobbe: "militia est vita hominis super terram" (Iob 7,1). E' vero, la vita degli uomini sulla terra è un combattimento continuo contro i nemici delle anime. Continuiamo dunque a combattere la "crociata della purezza", e anche se non riuscissimo ad ottenere la sconfitta delle mode immorali, almeno avremo dato gloria a Dio nel combattere questa buona battaglia.

Pensiero del giorno - San Pio X contro i teologi modernisti nei seminari

Ma qui già siamo agli artifici con che i modernisti spacciano la loro merce. Che non tentano essi mai per moltiplicare gli adepti? Nei Seminari e nelle Università cercano di ottenere cattedre da mutare insensibilmente in cattedre di pestilenza. Inculcano le loro dottrine, benché forse velatamente, predicando nelle chiese; le annunciano più aperte nei congressi: le introducono e le magnificano nei sociali istituti. Col nome proprio o di altri pubblicano libri, giornali, periodici. Uno stesso e solo scrittore fa uso talora di molti nomi, perché gli incauti sieno tratti in inganno dalla simulata moltitudine degli autori. Insomma coll'azione, colla parola, colla stampa tutto tentano, da sembrar quasi colti da frenesia. E tutto ciò con qual esito? Piangiamo pur troppo gran numero di giovani di speranze egregie e che ottimi servigi renderebbero alla Chiesa, usciti fuori dal retto cammino. Piangiamo moltissimi, che, sebbene non giunti tant'oltre, pure, respirata un'aria corrotta, sogliono pensare, parlare, scrivere più liberamente che non si convenga a cattolici. Si contano costoro fra i laici, si contano fra i sacerdoti; e chi lo crederebbe? si contano altresì nelle stesse famiglie dei Religiosi. Trattano la Scrittura secondo le leggi dei modernisti. Scrivono storia e sotto specie di dir tutta la verità, tutto ciò che sembri gettare ombra sulla Chiesa lo pongono diligentissimamente in luce con voluttà mal repressa. Le pie tradizioni popolari, seguendo un certo apriorismo, cercano a tutta possa di cancellare. Ostentano disprezzo per sacre Reliquie raccomandate dalla loro vetustà. Insomma li punge la vana bramosia che il mondo parli di loro; il che si persuadono che non sarà, se dicono soltanto quello che sempre e da tutti fu detto. Intanto si dànno forse a credere di prestare ossequio a Dio ed alla Chiesa; ma in realtà gravissimamente li offendono, non tanto per quel che fanno, quanto per l'intenzione con cui operano e per l'aiuto che prestano utilissimo agli ardimenti dei modernisti.


[Brano tratto dall'Enciclica "Pascendi Dominici gregis" di San Pio X]

martedì 15 agosto 2017

Festa dell'Assunta, 1923

Il 15 agosto 1923, a sera, la Madonna si manifestò a Josefa Menendez in tutta la sua bellezza. Nel giorno sacro al miste­ro della sua Assunzione, la Madre Cele­ste volle rallegrare la sua diletta devota. Estasiata davanti alla bellezza della Madonna, Josefa esclamò: Madre mia, com'è bello questo giorno! Tutto il mon­do esulta a ricordare il vostro ingresso in Cielo!

- Sì, rispose Maria, proprio in questo giorno la gioia piena e perfetta è comin­ciata per me, poiché durante la mia vita l'anima mia fu trafitta da una spada.

- Ma soffriste sempre in vita? La pre­senza del Bambino Gesù, così piccolo e bello, non era per Voi una immensa con­solazione?

- Figlia mia, ascolta! Sin dalla mia infanzia ebbi conoscenza delle cose di­vine; così che quando l'Arcangelo mi an­nunziò il mistero dell'Incarnazione e mi vidi scelta per Madre del Salvatore degli uomini, il mio cuore fu sommerso in un torrente di amarezza, perché sapevo tutto quello che il tenero e Divino Bambino do­veva soffrire; e la profezia del vecchio Simeone non fece che confermare le mie angosce materne.

Tu puoi quindi figurarti quali doveva­no essere i sentimenti nel contemplare le attrattive del mio Figlio, il suo corpo, che sapevo doveva essere un giorno così crudelmente maltrattato.

Io baciavo quelle mani e mi sembrava che le mie labbra s'impregnassero già di sangue. Baciavo i suoi piedi e li con­templavo già confitti alla Croce. E quan­do Egli fece i primi passi e mi corse incontro con le braccia aperte, non potei trattenere le lacrime al pensiero di quelle braccia stese sulla Croce.

Quando giunse all'adolescenza, apparve in Lui un tale assieme di grazia affasci­nante che non lo si poteva contemplare senza restarne rapiti! Solo il mio cuore di Madre si stringeva al pensiero dei tor­menti, di cui in anticipo provavo la riper­cussione.

Dopo la lontananza dei tre anni della vita apostolica, le ore della sua Passione e Morte furono per me il più terribile dei martiri.

Quando il terzo giorno lo vidi risusci­tato e glorioso, certo la prova cambiò aspetto, poiché Egli non poteva più sof­frire. Ma quanto dolorosa doveva essere la separazione da Lui! Che lungo esilo per me quando Gesù salì al Cielo! Come sospiravo l'istante della eterna unione!

Sull'entrare del mio sessantatreesimo anno, l'anima mia passò come un lampo dalla terra al Cielo. Dopo tre giorni gli Angeli raccolsero la mia salma e la tra­sportarono in trionfo di giubilo per riunir­la all'anima. Quale ammirazione, quale a­dorazione e dolcezza, quando i miei occhi videro per la prima volta nella sua gloria e nella sua maestà il mio Figlio e mio Dio, in mezzo alle schiere angeliche!

Che dire poi, figlia mia, dello stupore che m'invase alla vista della mia estrema bassezza, che veniva coronata da tanti doni e circondata da tante acclamazio­ni?... Non più tristezza ormai, non più ombra alcuna! Tutto è dolcezza, gloria, amore! -

A questo punto la Madonna tacque un istante, immersa nel magnifico ricordo del suo ingresso in Cielo; poi continuò:

- Tutto passa, figlia mia, e la beati­tudine non ha fine. Soffri ed ama! ... Coraggio! ... L'inverno della vita è bre­ve e la primavera sarà eterna! - Ciò detto, la Madonna sparì.

Ecco come la Vergine Celeste premia e consola certe anime che sanno onorarla e come gode che sia ricordato il giorno del suo ingresso in Paradiso!


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

Pensiero del giorno - Amiamo Maria, amiamola come figli!

Maria è assai più grande di quello che noi possiamo supporre […]. Amiamo Maria, amiamola come figli, ed essa ci farà santi, poiché nella sua materna bontà ha preso l'impegno di lavare tutte le nostre miserie. Il mezzo fondamentale per essere perfetti è la devozione a Maria; tutti gli altri tesori della grazia ne sono la conseguenza, perché ci vengono da Lei. Essa ci donò Gesù Cristo, Essa ce lo dona continuamente, poiché Dio non ha mutata la via provvidenziale che seguì per redimerci. Dedichiamoci a Maria, e non temiamo di esagerare dandoci a Lei, poiché in Lei è la maternità di Dio, ed in Lei noi troviamo Dio solo. Il giorno nel quale le anime si daranno a Maria veramente, sarà il giorno della più bella fioritura di Santi, poiché in quel Cuore materno è il calore vitale della grazia divina che fa germinare anche gli sterpi inariditi.


[Brano tratto da "La Sacra Scrittura", vol. V, di don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

Assumpta est

Pronuntiamus, declaramus et definimus divinitus revelatum dogma esse: Immaculatam Deiparam semper Virginem Mariam, expleto terrestris vitae cursu, fuisse corpore et anima ad caelestem gloriam assumptam.

(Pio XII, Costituzione apostolica "Munificentissimus Deus")

lunedì 14 agosto 2017

La guerra al modernismo

Il Sommo Pontefice Pio X condannò il modernismo definendolo “la sintesi di tutte le eresie”. Dunque, essendo l'eresia un male intrinsecamente perverso, è cosa degna di lode combatterla e debellarla dall'orbe cattolico. Come denunciò lo stesso San Pio X, il modernismo si è infiltrato non solo tra i comuni fedeli, ma anche tra non pochi del ceto sacerdotale, i quali diffondono errori gravi contro la fede e la morale dai pulpiti e nei confessionali (ammesso che confessino ancora). Pertanto i danni che stanno subendo le anime sono incalcolabili, è una vera e propria strage. Ormai è “normale” sentire dei fedeli affermare che tutte le religioni sono uguali, Gesù è presente nell'Ostia solo simbolicamente, la Madonna ebbe altri figli, e altre fesserie di questo tipo.

Siamo in guerra; guerra spirituale, ma pur sempre guerra. Ma come bisogna combattere la crociata contro il modernismo? Non di certo con i carri armati e le molotov, ma con le armi del cristiano, ossia la preghiera, la penitenza, il buon esempio, l'apostolato e l'apologetica. Militia est vita hominis super terram. I modernisti hanno un potenziale bellico impressionante, dispongono di giornali, riviste, case editrici, emittenti radiofoniche, amicizie influenti nel mondo mediatico e nella massoneria. Noi in confronto a loro siamo praticamente a mani nude, ma abbiamo la fede nel cuore e tanta voglia di lottare fino all'ultimo respiro, siamo risoluti a tutto pur di vincere, combattendo con ardimento contro il fronte modernista.

Dal fronte giungono ogni giorno notizie incoraggianti, l'avanzata modernista è stata arrestata, in vari luoghi le loro linee difensive sono state sfondate, e le vegliarde truppe avversarie stanno rovinosamente battendo in ritirata. Ormai è solo una questione di tempo: loro hanno un'età media di settant'anni, noi siamo nel pieno vigore della giovinezza. La Waterloo modernista non è ancora giunta, ma ormai abbiamo in pugno la vittoria; loro non potranno resistere ancora a lungo.

Lo slogan della feroce propaganda modernista è: ¡Los tradicionalistas no pasarán! I tradizionalisti non passeranno! Cari modernisti, rassegnatevi: in venti secoli di storia abbiamo sconfitto Ario, Pelagio, Valdo, Lutero, Calvino e tanti altri eresiarchi; presto sconfiggeremo anche voi!

Pensiero del giorno

Un solo ideale: Dio solo!


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

domenica 13 agosto 2017

Pensiero del giorno

Volate in spirito nel bel Cuore di Gesù…lì arde sempre il fuoco del santo Amore, lasciatevi penetrare fino alle midolla, anzi lasciatevi incenerire tutta.



(San Paolo della Croce)

sabato 12 agosto 2017

I funerali non sono dei "talk-show"!


Ripubblico alcune parti di una lettera di un fedele deluso dall'ambiente che a volte si crea ai funerali.


Spett. Cordialiter,
                           mi sono recato in una cattedrale per assistere ai funerali di un famoso personaggio che, dotato di grande fede, essendo un “potente” ha fatto tanto per la nostra regione soprattutto per il recupero dei beni storici e culturali ecclesiastici.

Il vescovo ha fatto una bellissima omelia anche se [...] non è stato permesso alle centinaia di fedeli che hanno riempito la chiesa di pregare un attimo.  Tutto solenne, bello, ma si è pregato poco-nulla. Difatti alla fine della messa, prima del rito del commiato, è stato permesso ai familiari e a due importantissimi esponenti della vita economica locale di parlare lunghissimamente. Quando si sono resi conto, alla fine degli interventi laici, che era davvero troppo tardi e i preti concelebranti dovevano tornare nelle loro parrocchie per l’imminente messa vespertina ne ha fatto le spese la liturgia... una veloce benedizione e incensazione della bara, e un altrettanto veloce benedizione ai fedeli che poi, senza alcun segno di pietas cristiana, nonostante i cantori abbiano cercato di cantare il Salve Regina, si sono riversati a salutare i familiari e i potenti presenti.

No, signori [...] così non va, COSI’ NON VA !  A parte che tutti i fedeli sono uguali davanti a Dio e nella casa di Dio ma non si può spezzare a metà la Liturgia per far parlare i potenti locali!  Bisogna favorire la pietas dei fedeli e la loro preghiera! [...]

Un fedele disorientato



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La fine del mondo

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989)


All'avvicinarsi della fine del mondo, i demoni lavoreranno con maggiore intensità a rovina delle anime. Questo risulta dalle parole di Gesù Cristo: Allora sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno tali prodigi da sedurre, se fosse posibile, anche gli eletti.-

Man mano che si avvicinerà il giorno del Giudizio Universale, le sofferenze dell'umanità aumenteranno. I dolori di quei giorni, dice Gesù, saranno tali, quali mai sono stati da che il mondo esiste. -

Satana, approfittando di ciò, manderà i suoi demoni sulla terra per spingere gli uomini alla bestemmia contro la Divinità, per togliere o diminuire la fede. Inoltre Satana susciterà degli uomini malvagi e darà loro tanta potenza da fare operare cose meravigliose. Tanti, sedotti, si allontaneranno da Gesù e seguiranno l'anticristo. Sarà quella la lotta finale. - Chi avrà perseverato, dice Gesù, sino alla fine, questi sarà salvo. -

Avvenuta la risurrezione universale, tutta l'umanità comparirà davanti a Gesù Cristo Giudice. La schiera dei buoni sarà alla destra; quella dei cattivi alla sinistra. Gli Angeli, guardando gli eletti potranno dire con gioia: Eternamente voi starete con noi in Cielo. - I demoni circonderanno i dannati e diranno: Anche voi avete perduto Dio... -

Il Giudice supremo pronunzierà l'eterna sentenza per i buoni. Ai dannati dirà: Andate, o maledetti, nel fuoco eterno, preparato a Satana ed a tutti i suoi seguaci! -

Oh, come si addoloreranno quel giorno tutti i cattivi! Come malediranno i demoni tentatori! Ma a niente gioverà questo. Dovranno dire: Ci siamo dannati, ma la colpa è stata nostra. Conoscevamo che il demonio ci tentava e l'abbiamo seguito volontariamente. In eterno ne porteremo la pena! –


(Brano tratto da “Gli angeli ribelli”, di Don Giuseppe Tomaselli).

Pensiero del giorno

Il confessore, per ben esercitare il suo ministero, non deve lasciare lo studio della Morale. Questa scienza non è così facile, come alcuni la credono: ella è molto difficile, ed è molto vasta per ragione delle innumerabili circostanze che possono occorrere in ogni caso di coscienza, e perciò con lo studiare sempre s'imparano cose nuove; e per ragione ancora di tante leggi positive che oggidì ci sono. Ond'è che, se il confessore lascia di rivedere i libri, facilmente si dimenticherà col tempo anche di quelle cose che prima già sapeva.



(Brano tratto dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)

venerdì 11 agosto 2017

Crisi del protestantesimo nella Patria di Lutero

La mentalità generale che prevale in Occidente prende sempre più le distanze dalla fede della Chiesa. E' un fatto. C’è da notare che quando si attacca la “Dominus Iesus” come fosse una espressione di intolleranza, la verità è proprio il contrario: non si tollera più che la Chiesa cattolica possa esprimersi sulla propria identità e sulla propria fede, che essa non impone a nessuno, ma che esprime e difende. [...] Non si sentirebbe il bisogno di attaccare la Chiesa, né la fede, se fossero considerate come delle realtà trapassate o sul punto di esserlo. Si può dire, dunque, che questi attacchi sono anche un segno della vitalità della fede e della forza che essa conserva nel mondo spirituale. Aggiungerei che questa emarginazione della Chiesa non è così forte in tutte le regioni d'Europa, né in tutte le parti del mondo. Così possiamo vedere che in Germania è in atto una paganizzazione, soprattutto nelle zone che prima erano comuniste, e comunque nel nord del paese, in cui il protestantesimo si decompone e lascia il posto ad un paganesimo che non ha più bisogno di attaccare la Chiesa, perché la fede è diventata talmente assente che non si sente più il bisogno di aggredirla. Ma vi sono anche delle situazioni del tutto diverse. Ai giorni nostri si possono constatare delle nuove manifestazioni di fede: vi sono tra i giovani dei movimenti molto forti che dimostrano la realtà sempre presente di bisogno di assoluto, con una riscoperta della bellezza della fede e del sacro. Questo desiderio del sacro, di recupero di tutte le bellezze perdute, è molto presente presso la nuova generazione. [...] La Chiesa è destinata certamente a vivere in una situazione di minoranza nel nostro continente, ma rafforzandosi spiritualmente e interiormente, tanto da diventare una speranza per molti uomini.

[Riflessioni del Cardinale Joseph Ratzinger tratte dall'intervista rilasciata alla rivista “Spectacle du monde” n° 464, gennaio 2001].

Pensiero del giorno

O quam cito transit gloria mundi.

(De imitatione Christi)

giovedì 10 agosto 2017

Preghiera di San Bonaventura

O dolcissimo Signore Gesù, ferisci anche me col soavissimo e salutare tuo amore, affinché l'anima mia si riposi nella serena e apostolica tua santissima carità. La mia anima ti brami e si purifichi nell'attesa del Paradiso, e non sospiri che di separarsi dal corpo per essere sempre con te.

Tu sei o Signore, il gaudio degli Angeli, la forza dei Santi, il nostro soavissimo pane quotidiano. Il mio cuore abbia sempre fame e sete di te, o Gesù, e si delizi nelle dolcezze del tuo amore. Te sempre cerchi come fonte della vita e della sapienza, come torrente della gioia che riempie la casa di Dio.

Tu solo sii la mia gloria! A Te io pensi, di Te parli, tutto operi a Tuo onore, a Te pervenga con  umiltà e pace, con trasporto e diletto, con perseveranza e fervore, affinché in Te, mia fiducia, mia gioia, mia pace, io sempre viva con la mente e con il cuore. Amen



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